Spesso si sente dire che la comunità scientifica è unanime nell’accettare che è in corso un riscaldamento globale nella nostra atmosfera, per cause di natura antropica (oltre alle flautolenze al metano dei bovini al pascolo, è chiaro). Ovviamente l’america è stata in prima file nel negare tutto ciò, principalmente per motivi economici più che scientifici. Per l’amerigano medio il diritto ad usare il SUV per andare a fare la spesa è inferiore solo al razzismo texano (guardate la colonna “race”). Per dare una parvenza “culturale” a questa opposizione si è mobilitato anche Micheal Crichton, che con “State of fear” si inventa allegramente che gli ambientalisti possano provocare disastri naturali per avvalorare le proprie tesi e ricevere finanziamenti. Inutile dire che allo scrittore che credeva possibile la clonazione dei dinosauri tappando i buchi con il DNA di rospo non credo a prescindere.
C’è un’eccezione interessante però: parlo del mitico Kary Mullis, che molti di noi già conoscono e di cui abbiamo letto il libro (“Dancing Naked in the Mind Field”) che è visionario quanto geniale. Già il fatto che abbia pubblicato un articolo su Nature senza alcuna referenza fa capire quanto sia uno scienziato di tutto rispetto. Nel suo libro parla spesso della scarsa fducia che ha nella scienza moderna e nel meccanismo del consenso generale ad alcune teorie, fra le quali anche quella del riscaldamento globale. Se cercavo di non dare retta ad Alessandro e Diego quando cercavano di convincermi che l’idea del riscaldamento globale era sbagliata, il buon Kary mi ha fatto riflettere, anche se la mia convinzione resisteva.
Poi però ho letto questo.
Diciamo che inizio a rosicare parecchio. Quando mi sentirete dire: “Sarà anche vero che non c’è il riscaldamento globale ma non usare la macchina è comunque una conquista per la nostra salute” e roba così, fatemi un favore. Offritemi da bere, ne avrò davvero bisogno.

3 comments
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24 Marzo, 2008 a 2:05 pm
bioinformaticoesaurito
…Vallo a dire a quelli che stanno in islanda e in siberia che ci sta il riscaldamento globale!
26 Marzo, 2008 a 12:41 am
mmarco
una cosa assolutamente da imparare da Kary Mullis è il suo dubitare di tutto, da vero scienziato; in alcune situazioni arriva all’eccesso, fino a sostenere ad esempio che l’HIV non esiste, ma il suo metodo è rigoroso: potrebbe essere così, ma anche no. semplice. un altra cosa da imparare da lui è di non attaccarsi di bocca ad un tubo di gas esilarante per passare una serata divertente, ma questa è un’altra storia.
io personalmente credo che il riscaldamento globale esista, ma dipende solo dal fatto che quello ho letto distrattamente qua e là mi ha convinto più di questa tesi che della sua antagonista, ed è proprio questo che il vecchio pazzo ci vuole insegnare ad evitare.
quando poi sono in gioco interessi enormi, come in questo caso, è ancora più difficile credere a qualcuno, scienziato o no, perchè potrebbe sempre dirlo solo per un suo interesse a noi sconosciuto. non so, ad esempio ha la passione dei suv.
in ogni caso, riscaldamento globale o no, per me l’aspetto positivo di tutta questa storia (a parte lasciare la macchina in garage qualche volta in più) è che per una buona volta l’umanità si è cagata sotto, e si è preoccupata degli effetti delle sue attività sul nostro martoriato pianeta. vedremo se questa preoccupazione porterà a qualcosa di più di qualche quintale di chiacchere…ciao
26 Marzo, 2008 a 4:11 pm
galactus8403
ehm..
http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/antartide-sit-in/iceberg-staccato/iceberg-staccato.html
poi magari continuo ad essere nel torto, per carita’